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lunedì 18 luglio 2011

Utopia, purtroppo

Oggi è stata l'ennesima giornata disastrosa sui mercati, dovuta, a sentire le analisi degli economisti, non tanto allo stato dei conti pubblici (delicato ma tutto sommato garantito anche da quest'ultima manovra di lacrime e sangue) quanto dalla debolezza politica del Paese. Infatti, nonostante la maggioranza parlamentare vantata da Berlusconi, anche il mio cane, che nemmeno è una gran cima, si rende conto che ci troviamo di fronte a un ectoplasma di Governo, in balia non solo delle truppe scilipotate, ma anche dei veri liberali (Martino in primis) che si trovano a sostenere un esecutivo che agisce agli antipodi delle promesse elettorali e che ricorre alla solita leva fiscale.
Ebbene, se avessimo una classe dirigente responsabile, stasera stessa i vari segretari di partito si sederebbero ad un tavolo e, in quattro e quatr'otto si accorderebbero per un Governo ampio di transizione, anche con Berlusconi Presidente del Consiglio e con Ministri di Pd e IdV. Un Governo che avesse lo scopo di stabilizzare i conti e la situazione economica, rassicurando i mercati sulla tenuta del sistema Paese, e di fare finalmente ad ampia maggioranza quella riforma istituzionale che renda efficiente il sistema politico: Camere a funzioni diverse, riduzione sostanziale dei parlamentari e dei relativi privilegi, abolizione delle province, razionalizzazione della macchina statale e, soprattutto, riduzione della spesa corrente e quindi del debito pubblico. Lo farebbero, se non per senso sello Stato, almeno per evitare il rischio vero e proprio di sollevazione delle piazze, che poi in concreto sfocerebbe nell'ascesa di un capopopolo cavalcante l'antipolitica (e più credibile di Di Pietro o Grillo).
Questo succederebbe nel Paese di Utopia... ma noi siamo in Italia.

P.S. Nel Paese di Utopia il Presidente di tale Governo di transizione sarebbe uno tra Marco Pannella e Emma Bonino.

giovedì 14 luglio 2011

L'apoteosi della presa per il culo

Le Provincie non si toccano, i costi della politica, nemmeno, ma intanto il Governo che mette al centro le politiche per la famiglia e la natalità che t'inventa? 


"Fra le numerose voci vengono colpiti i nuclei con figli a carico, le spese per l'istruzione, quelle mediche e per gli asili nido"

sabato 2 luglio 2011

Il Sole 24 Ore parla addirittura di una manovra che sterza a sinistra e rinuncia alle liberalizzazioni. 
«Un commentatore non fa il giornale. Ci sono due importanti liberalizzazioni. Quella del collocamento per sbloccare i nostri 85 operatori privati contro i 10 mila della Germania e i 20 mila del Regno Unito e del Giappone e favorire così l'incontro tra domanda e offerta. E gli orari dei negozi nelle città d'arte e turistiche, una misura sperimentale che poi verificheremo con le categorie».

Me cojoni!!

In sostanza, con questa manovra il centrodestra finisce di reintrodurre buona parte dei provvedimenti che Visco aveva adottato o proposto, e su cui si era scatenata in tutta la sua virulenza la campagna di Berlusconi & C. contro la sinistra "che mette le mani nelle tasche dei cittadini".

Tutto ha copiato Tremonti dal centrosinistra tranne ciò che più ci si sarebbe aspettati da un Governo di liberisti: concorrenza e liberalizzazioni. 

domenica 26 giugno 2011

Asilo politico


Vendola: no a candidati alla Bersani
Bersani: no a  candidati alla Bindi
Bindi: no a candidati alla Bonino
Bonino: no a candidati alla Di Pietro
Di Pietro: no a candidati alla D'Alema
D'Alema: no a candidati alla Renzi
...

Berlusconi: va bene, se proprio insistete resto al Governo io fino al 2030.